Il caos calmo della pittura
di Duccio Trombadori
Come la vela nel letto del vento la pittura di Marilena indugia compiaciuta attorno a se stessa rallentando le andature descrittive per recepire in pieno l'onda lunga del colore, che si incarica di fasciare volumi ambientali immersi in una luce indeterminata di falso pomeriggio, opaca ed uniforme.
Marilena realizza una pittura di paesaggio definito e al tempo stesso immaginario: è il paesaggio cui la indirizza un dispositivo sentimentale enunciato dall' angolatura e dal taglio espressivo, per una ravvicinata "veduta da lontano", come ho avuto già modo di notare, che mette in rilievo l'effetto eccentrico di un' immagine sorpresa, quasi miope, uniforme ma non sfocata, destinata ad isolare e cogliere il particolare (un frutto, un fiore) per poi proiettarlo su scenari più vasti, aperture di mare e cielo, verso l'infinito e l'indefinito.
E' quasi sempre una superficie equorea quella che circoscrive l' immagine dipinta, sia essa distesa d' acque di mare, di fiume o lacustri, oppure lembi di paesaggio agreste con accenni lagunari, dove molli piante si specchiano indolenti, o pure sono appena scosse da raffiche alternate di vento.
La pittura imita la naturalità e va ben oltre la riproduzione della cosa vista; viceversa, l' ambiente si riversa nel quadro per folate di colore che invadono i perimetri delle forme e ne ricavano un equivalente intarsio figurativo.
Una strana atmosfera di caos calmo si percepisce dal fondo dell' immagine costituita: lo slancio espressionista dell' emozione si stempera nell' indugiare di armonie cromatiche scalari, col passaggio dai verdi sfumati alla gamma degli azzurri e dei violetti, fino ad accendersi in punte di modulato dal tenue all' intenso vermiglio che chiudono la scena di appena pronunciati tramonti o di estatiche atmosfere in ombra-luce, "tra cane e lupo", in situazione di attesa, quando si fa sera…
Un simile commento visivo enuncia tramite le parole l' amalgama di una pittura che sorge spontanea, d' istinto, come il calcolo imperioso dell' intuito: Marilena La Mantia si immedesima con la situazione ambientale che immagina e si lascia cullare dall' ideale di un luogo incantato, o di un personalissimo giardino segreto. Il motivo intimo, sentimentale, trasferito nello spazio-tempo di un ambiente indefinito (radura, marina, acquario, cos' altro ancora?) giustifica pienamente la suggestiva forma della sua espressività.
I primi piani e i passaggi di luce-colore documentano il visibile in una libera riproduzione derivata dal fantasioso e persuasivo connubio di memoria e indagine descrittiva. Tutto questo variopinto scenario di "caos calmo" (nuvole, cielo, mare, riflessi di luce all'orizzonte, dune di sabbia, foglie, fiori di piante acquatiche, ecc..) filtra e trasfigura le sensazioni immediate in un concerto di armonie visive, che condensa la poetica dell' artista e ne precisa l' opera dipinta con l' accento più persuasivo del suo stile.