Chiare fresche e dolci acque
Mostra personale curata da Noemi Pittaluga. Seguendo il tema del performativo, fil rouge di questa edizione, il visitatore sarà dotato di una lente d'ingrandimento per entrare in connessione con le opere esposte e ripensare a nuove dinamiche di fruizione.
"La pittura di Marilena La Mantia è un percorso intimo per ritrovare se stessi. Osservando le sue opere, lo spettatore percepisce la sensazione di sollievo e consolazione che si prova nell'essere finalmente soli e immersi nella natura. Proiettato in una dimensione parallela, costituita principalmente da paesaggi acquatici e bucolici, il fruitore può rilassarsi e concentrarsi sui suoi pensieri. Se al di fuori del perimetro della tela l'assordante caos di problematiche ci assale quotidianamente, tra le pennellate colorate dell'artista invece si ha la possibilità di trovare un momento di pace anche attraverso le meno frequenti immagini urbane di gazometri, città nordafricane e strade agresti. Ogni traccia di pigmento è un gesto che spazza via il peso della riflessione angosciante, degli sforzi intellettivi e delle sofferenze sentimentali. Eremo e luogo ameno, il paesaggio disegnato da Marilena La Mantia è la rappresentazione di un'Arcadia interiore dove l'altro è totalmente assente. Luogo esclusivamente privato, visto in soggettiva, si manifesta in diversi formati ed è raffigurato su supporti eterogenei (tele, carta, tavole di legno o di mdf, juta, plexiglass) e con molteplici tecniche (olio, acrilico, acquarello). Ritratto en plein air o lontano dalla fonte d'ispirazione, spesso la sua composizione si rivela come il frutto della fantasia dell'artista che accanto a elementi reali inserisce quelli immaginati creando uno spazio nuovo e personale. I colori accesi - principalmente blu, verdi, rossi e arancioni - delle visioni marine, delle acque chete e di soggetti campestri invitano l'osservatore a fantasticare sui suoni della natura ritratta. Il fruscio delle foglie in Se guardo su, il rumore del riflusso delle onde in Marittima, il canto degli uccelli di Acque lentiche o del Giardino del lago sono alcune tracce acustiche che fanno da colonna sonora a queste immagini. Catapultato nel ritmo lento e monotono di una cantilena o di una ninnananna naturale e rasserenante, l'osservatore ha l'opportunità di liberarsi dalle responsabilità e rifugiarsi per un attimo in un metaforico grembo materno, capace di ricreare una dimensione di serenità. E sono proprio i piccoli lavori dalla forma ridotta e quadrata a svolgere la funzione di piccoli horti conclusi; atmosfere mediterranee, dove i contrasti nell'immagine sono ridotti da una stesura effetto "flou" (cifra stilistica dell'autrice), mostrano al pubblico un puzzle di visioni, pensieri, punti di vista nel quale è possibile specchiarsi. L'occhio per cogliere al meglio gli elementi disegnati e per confondersi tra le pennellate ha necessità di avvicinarsi all'opera per poterne cogliere le caratteristiche e, in fondo, per caderci dentro e vivere un momento di tranquillità tra le chiare, fresche e dolci acque." (Noemi Pittaluga)